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Comunità OFM Convento Eremo S. Felice - Cologna Veneta (VR)

Eremo San Felice

XXII Domenica del Tempo Ordinario Anno A

2026-08-29 15:49

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Riflessioni,

XXII Domenica del Tempo Ordinario Anno A

3agosto 2026  Ger 20,7-9; Ps.62(63); Rm 12,1-2;  Mt 16,21-27 STAI DIETRO A ME! Dopo l’elogio fatto a Pietro domenica scorsa (Mt 16,18) rimaniamo spiaz

3agosto 2026

 

 

Ger 20,7-9; Ps.62(63); Rm 12,1-2;  Mt 16,21-27

 

STAI DIETRO A ME!

 

Dopo l’elogio fatto a Pietro domenica scorsa (Mt 16,18) rimaniamo spiazzati dal brusco cambio di tono con cui Gesù oggi lo redarguisce: “Dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo… (v.23). Che salto! Potremmo avere in questo già un primo motivo di riflessione: più spesso di quanto non pensiamo capita anche a noi come al buon Pietro. Il credente fervoroso che è in noi cioè rischia a volte, quando messo alla prova, di svanire di colpo per lasciare il campo al non credente che se ne sta abitualmente nascosto in noi, ma che è in realtà sempre pronto a riapparire! Sto parlando di quella divisione interiore del cuore per cui frequentemente convivono in noi fede e dubbio, gioia e fatica a credere, così come ad amare e a lodare!

 

Se ci esaminiamo, infatti, ci accade non di rado di trovarci davanti ad insegnamenti di Gesù da cui siamo conquistati, ma poco dopo, davanti ad altri che ci lasciano invece perplessi o restii ad accoglierli! Proprio questo tipo di esperienze dovrebbe far nascere in noi il desiderio d’apprendere le regole del discernimento spirituale che ci permettono di riconoscere la voce di Dio, distinguendola da quella del demonio, sempre bravo ad imbrogliarci!

 

Ma cos’è che infastidisce davvero Satana? E’ il modo con cui Gesù vive il suo essere Figlio del Dio vivente: non attraverso l’autorealizzazione, e la conquista del potere, ma sopportando ed accettando la croce! E’ infatti proprio attraverso la Passione e la croce che Gesù rivela all’uomo il volto d’un amore del tutto nuovo ed inedito: un amore che non teme di svuotare tutto se stesso per farsi casa e dimora per l’uomo. Iniziamo così a comprendere cosa veramente dia fatidio a Satana: il fatto che scelga di vivere in mezzo a noi, facendo del dono di sé fino alla morte, ed alla morte di croce, il proprio stile di vita. Stiamo parlando di un amore crocifisso, di un amore che svuota se stesso, di un amore che gioisce occupando l’ultimo posto e rimanendo nel silenzio e nel nascondimento per glorificare il Padre e salvare l’uomo.

 

Il manifesto di Gesù è un amore che accetta di svuotarsi fino alla morte: da questo amore Satana viene sconfitto, perché rappresenta la sua  antitesi radicale! E’ infatti questo amore quello che riconcilia, perdona, appiana i conflitti, ricostruisce unità e comunione, esattamente l’opposto di quanto fa il diavolo, in greco dià-bolòs che significa divisore, separatore. Il diavolo è colui che semina zizzania, divisione, discordia! Comprendiamo meglio come mai Gesù accusi Pietro di comportarsi come Satana: cercando di distoglierlo dalla sua chiamata, dal suo proposito di donare la vita, copre il ruolo del divisore!

 

Se cerchiamo direttamente la nostra felicità rimaniamo nell’egoismo e non possiamo raggiungere la pienezza della vita. Solo vincendo il nostro egoismo ed accogliendo l’amore che proviene da Dio, sapremo vivere con un orientamento positivo verso l’amore e questo ci permetterà di realizzare autenticamente la nostra vita nel dono di noi stessi fatto con pienezza di cuore e amore! Il Vangelo in realtà è ricco di questo tipo di proposte che paiono contraddirsi: se volete salvare la vostra vita dovete perderla, oppure se volete raggiungere la gloria dovete essere innalzati sulla croce, o ancora per essere vittoriosi dovete umiliarvi… Se guardiamo bene la chiave è unica: smettere di pensare a noi stessi, mettere in secondo piano i nostri propri interessi egocentrici, il nostro successo personale, per tentare piuttosto di vivere uniti a Cristo nel dono di noi stessi per amore!

 

Comprendiamo così come Gesù per aiutare Pietro a recuperare la sua fede lo inviti alla sequela: “Mi sei di “Satana”, ma sarai di nuovo mio discepolo se saprai tornare dietro a me…!” (cf. v.23); è la sequela di Cristo infatti che rinnova la nostra identità discepolare ricollegandola a quella di Gesù. Detto con altre parole: solo facendo nostre le scelte che fece Gesù scopriremo il vero volto del Figlio, e l’amore del Padre!

 

“Pietro, torna a seguirmi!” è questo quello che Gesù dice a Pietro: solo se Pietro rimarrà dietro a Gesù, superando la tentazione di volerlo precedere, potrà ricevere la grazia di entrare pienamente nel mistero del Figlio di Dio!  All’inizio accennavo alle  oscillazioni e divisioni che ci accade a volte di vivere. Come superarle? Come riuscire progressivamente a convertire, od almeno integrare, quella parte del cuore tante volte tentata dall’incredulità?

 

La risposta sta nella sequela, nel nostro aderire cioè, col cuore, con l’anima e con la mente, al Signore Gesù. Pur nei nostri alti e bassi, ed in tanti sentimenti e pensieri che si susseguono, il Signore continua tuttavia ad amarci ed a chiamarci senza stancarsi: vieni dietro di me! Non spaventiamoci poi se, come fa con Pietro, chiama anche noi Satana, probabilmente vuole dirci che non ha paura se talora anche in noi lampeggia la luce fumosa del divisore! Gesù sa bene che la sua Parola e la sua promessa, autenticate dal sigillo della Passione e della morte di croce, avranno la meglio sul potere di ogni Nemico!

 

Riprendiamo fiducia: le nostre fragilità, debolezze e limiti non c’impediscono di seguire Gesù, tuttavia questo non significa poter trascurare una continua vigilanza ed attenzione per non cedere alle astuzie, ed alle seduzioni del demonio…

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