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Comunità OFM Convento Eremo S. Felice - Cologna Veneta (VR)

Eremo San Felice

XVII Domenica del Tempo Ordinario Anno A

2026-07-29 12:21

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Riflessioni,

XVII Domenica del Tempo Ordinario Anno A

26 luglio 2026 1Re 3,5.7-12 ; Ps. 118 ;  Rm 8,28-30 ; Mt. 13,44-52  IL SEGRETO DELLA VERA LETIZIA Non so se Francesco sia sia ispirato anche a questa

26 luglio 2026

 

1Re 3,5.7-12 ; Ps. 118 ;  Rm 8,28-30 ; Mt. 13,44-52

 

 

IL SEGRETO DELLA VERA LETIZIA

 

Non so se Francesco sia sia ispirato anche a questa pagina di Matteo per il suo commovente fioretto sulla “vera ed autentica letizia” ad ogni modo non credo fuori luogo citarlo oggi accostandoci a queste tre piccole parabole. Esso infatti potrebbe aiutarci, con la sua testimonianza, a penetrarle meglio, nel loro significato. Dove troveremo infatti la vera letizia se non nel vendere tutto per comprare ed acquisire la perla ed il tesoro del Regno di Dio?

La Parola di Dio di cui Matteo sta parlando in queste domeniche è paragonata anche oggi alla semente. Se domenica scorsa il confronto era con la zizzania seminata dal nemico, oggi Matteo ci rassicura di come, pur nella sua apparente fragilità, il seme tuttavia cresca e germogli, fino a portare frutti inattesi di fecondità!

Oltre che indicarci la luce preziosa del discernimento (come domanda un giovanissimo re Davide nella commovente preghiera della prima lettura), la liturgia vuole che collaboriamo con lo Spirito che plasma progressivamente in noi l’immagine viva di Cristo Signore. Il messaggio odierno è infatti l’invito a identificare in Cristo quel tesoro - perla preziosa nascosti, per i quali solamente vale davvero la pena scambiare ogni altro bene…

Per comprendere questa pagina può essere utile tener presente come il suo messaggio non consista tanto nel fare uno scambio, come a dire una correzione sui nostri valori. L’immagine del comprare - acquisire proprietà, terreni o campi ci interpella sui nostri veri obiettivi esistenziali… cosa desideriamo davvero nella vita o da essa? Dove abbiamo messo il nostro cuore? Insomma il vangelo, alla fin fine, ci setaccia su chi vogliamo diventare, su come cioè (o in chi?) desideriamo trasformarci… La perla od il tesoro di  Matteo non si riferiscono a cose da possedere, ma in che cosa, in chi noi vogliamo trasformare noi stessi. Insomma, quando incontriamo quella perla, o quel tesoro, così speciali della Parola di Dio noi riceviamo la chiamata a lasciarcene progressivamente trasformare, facendola nostra, come a dire interiorizzandola giorno dopo giorno.

La Parola di Dio è simboleggiata dalla perla e dal tesoro, realtà di valore inestimabile perché veicola la preziosità inestimabile dell’amore di Dio! La Parola ci svela la grandezza inestimabile del mistero con cui Dio ci ama, ci salva, e ci rende preziosi ai suoi occhi. Dovrebbe dare grande gioia scoprire come il Padre veda in noi il volto stesso del Figlio del Padre, che ha preso carne nell’uomo per amarci e portarci la salvezza..

Essendo noi divenuti tanto preziosi agli occhi di Dio, anche noi, a nostra volta, siamo chiamati a scoprire quanto Dio sia prezioso per noi! Proprio per questo attendiamo il dono di cuore ed occhi nuovi, ed impariamo da Salomone ad invocare insieme con lui il dono della Sapienza per ottenere (come lui) il dono del suo medesimo sguardo di sapienza, luce ed amore…

Incontriamo il mistero di Dio, così prezioso per noi, nello stesso istante in cui non solo comprendiamo intellettualmente, ma facciamo anche esistenzialmente esperienza, di quanto noi stessi, la nostra vita, la nostra persona, siamo preziosi per Lui! Proprio questo è il Regno di Dio che viene… A rileggere con attenzione queste parabole infatti noteremo come il Regno di Dio non è accostato tanto al tesoro o alla perla, ma piuttosto a ciò che avviene quando il credente lo trova! Né sembra contare molto quando questo avvenga: la sottolineatura infatti va tutta alla prontezza con cui sia il mercante che il contadino reagiscono nel rendersi conto di trovarsi dinnanzi ad un tesoro insospettato!

Deriva da qui il tema della gioia, della vera ed autentica letizia, come la chiamerebbe Francesco… Insomma, alla fine, a narrare e testimoniare più di tutto il segreto del Regno è la gioia del nostro incontro con Lui…! Il segno più sicuro per comprendere se abbiamo incontrato davvero il mistero di Dio è proprio lo sperimentare – comprendere quanto noi stessi siamo preziosi per Lui: questo è davvero il Regno! Infine, le due parabole ci consentono d’identificare nel contadino e nel mercante sia il volto di Dio (che ci cerca e trova con gioia), che anche il nostro volto che cerca e trova Dio (anzi a volte lo trova senza neppure averlo troppo cercato…).

Tale insegnamento non può non allargare il nostro cuore. Esso ruota tutto attorno a come noi incontriamo il mistero di Dio proprio nel momento in cui facciamo esperienza di quanto noi stessi siamo infinitamente importanti e preziosi per Lui. Questo è davvero il Regno che viene!

Il Signore ci doni la Grazia di rinnovare in noi, nel nostro cuore, e nella nostra anima questa esperienza indicibile di grazia luminosa…

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