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Comunità OFM Convento Eremo S. Felice - Cologna Veneta (VR)

Eremo San Felice

XIV Domenica del Tempo Ordinario Anno A

2026-07-04 21:08

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Riflessioni,

XIV Domenica del Tempo Ordinario Anno A

5 luglio 2026 Zc. 9,9-10 - Ps. 144(145) - Rm. 8,9.11-13 - Mt. 11,25-30 AI PICCOLI TI RIVELI! Eccoci oggi davanti ad un vangelo davvero francescano! Gl

5 luglio 2026

 

Zc. 9,9-10 - Ps. 144(145) - Rm. 8,9.11-13 - Mt. 11,25-30

 

AI PICCOLI TI RIVELI!

 

Eccoci oggi davanti ad un vangelo davvero francescano! Gli esperti di esegesi biblica ci dicono che negli ultimi secoli prima di Cristo vi era stata una corsa, in Israele, ad esaltare la grandezza di Dio. Chi conosce le sante scritture d’Israele del Primo Testamento, sa quante volte ricorrono le affermazioni sulla grandezza di Dio: Egli è frequentemente lodato come l’altissimo, il grandissimo, il Signore grande e glorioso, mirabile nella sua potenza, invincibile…e molte potrebbero essere le citazioni di questo tipo.

 

Crea meraviglia, pertanto, constatare come Gesù abbia invece voluto rendersi presente nella notte di Natale, nel presepe di Betlem, come un fanciullo debole, povero, indifeso. Quel momento fu poi solo l’inizio d’una manifestazione progressiva che conoscerà il suo apogeo sulla croce, mistero di amore crocifisso. Davvero in Cristo Gesù tutti i criteri di grandezza umana sono stati sistematicamente e radicalmente rovesciati…!

 

È in questo contesto che il brano odierno di Matteo va inquadrato! Siamo ormai verso la metà della vita pubblica di Gesù, ed il bilancio del suo impegno apostolico in Israele non poteva essere più deludente di così! Di fronte a situazioni di fallimento analoghe noi tutti ci scoraggiamo per lo sconforto, e ci lasciamo cadere le braccia!  

 

Non così invece fa Gesù che, anziché sconfortarsi, si rallegra e benedice il Padre: “Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra perché hai tenute nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli!” (Mt.11,25).  Due sono i punti interrogativi che queste espressioni sollevano in noi: cosa aveva da rallegrarsi e benedire Gesù? E chi erano questi sapienti e intelligenti a cui si riferiva?

 

Alla prima domanda rispondiamo che Gesù si rallegra perché ha intuito il disegno del Padre. Gesù ha compreso il disegno del Padre che si oppone alla vanagloria degli uomini, ed invece vuole rivelarsi ai semplici.

 

Alla seconda domanda su chi siano coloro che sono rimproverati da Gesù, rispondiamo dicendo che sono coloro che pur professandosi ricercatori della sapienza di Dio, sono però sprovvisti dell’umiltà di scoprirsi lontani dal mistero di Dio! Già i profeti avevano avvisato “Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti!” (Is 5,20-21). Siamo tutti lontani dal mistero infinito di Dio, e piccoli davanti ad esso. Purtroppo, l’intelligenza invece può alimentare l’orgoglio e così, anziché aiutare a servire la verità, rischia di finire con l’essere dannosa.

 

Gesù qui non condanna nessuno, ma mette in evidenza come il disegno del Padre sia un disegno di amore, e che sono proprio i poveri, le persone marginali, e fuori dai giri di quelli che contano, i più bisognosi di amore, che pertanto sono capaci di riconoscerlo nella sua proposta di liberazione e di conseguenza di accoglierlo!

 

Il suo mistero d’amore pertanto è rivelato agli umili, ai poveri, ai semplici perché sono loro ad essere più liberi, non hanno nulla da perdere, ed hanno una genuina fame e sete di giustizia e di verità! Sta qui allora il motivo per cui sono beati: perché per loro è giunto il Regno di Dio, e tutto questo rientra perfettamente nel progetto del Padre: “Sì o Padre, perché così è piaciuto a Te!” (Mt 11,26).

 

La preghiera di Gesù ci invita ad interrogarci su quale sia il Dio in cui noi veramente crediamo… Forse infatti, anche noi spesso ci sorprendiamo  ad essere radicati nella convinzione che Dio sia amico solo di coloro che sono bravi, buoni, giusti, intelligenti, mentre il Vangelo non fa che presentarci continuamente come il Padre di Gesù prediliga invece chi da noi è disprezzato e vada in cerca proprio di coloro che noi evitiamo…pubblicani, peccatori… Sono infatti i peccatori ad essere più bisognosi della sua misericordia e del suo perdono. Certamente anche i saggi, i bravi ed i sapienti giungeranno alla salvezza, ma solo se sapranno passare per la porta stretta della piccolezza, cioè del sapersi fare piccoli, umili, evitando d’arrivare troppo tardi perdendo tempo prezioso con la loro pretesa di auto-salvarsi.

 

Gesù infine spiega perché il suo giogo è dolce ed il suo carico leggero e soave: non è un padrone orgoglioso ed intransigente, ma al contrario colmo di comprensione, mitezza, compassione!

 

Sappiamo rinnovare il nostro sguardo su Gesù rivolgendo a Lui il nostro cuore e la nostra anima con fiducia infinita, sapendo, e sentendo interiormente, che Lui sa porsi al nostro livello con infinita comprensione col desiderio di aiutarci nel modo più efficace possibile a crescere e dilatarci nella nostra capacità di amare…? In questo modo Gesù, mite ed umile di cuore, porta ovunque la pace. La porta nei nostri cuori, nel nostro animo, nelle nostre relazioni famigliari, e con gli altri, la porta nel mondo del lavoro, e tra i diversi popoli della terra….

 

Chiediamo al Padre la grazia di poter prendere su di noi il giogo soave di Gesù, mite ed umile di cuore, per trovare pace interiore, conforto nelle difficoltà, speranza nelle situazioni difficili, e pace rinnovata nelle nostre relazioni. Secondo il desiderio ed il cuore di Gesù possiamo pregare anche per la pace del mondo, sempre così messa in crisi drammatica dall’orgoglio e dall’odio degli uomini.

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