
1 giugno 2026
Es 34,4b-6.8-9; Ps. R. Dn 3,52-56; 2Cor 13,11-13; Gv 3,16-18
UNO + UNO+ UNO = UNO!
La fede Cristiana nella Trinità ci distingue nettamente sia dai nostri fratelli maggiori ebrei, sia dai nostri cugini in Abramo (islamici), e costituisce una frontiera fra diverse religioni. Per chi non è cristiano la fede trinitaria può apparire quasi una concessione alla mentalità dei pagani …
Nonostante tante incomprensioni la celebrazione odierna è invece una celebrazione dell’UNITA’ di DIO. Oggi non celebriamo, come di solito, qualcuno dei misteri di salvezza tipo la natività del Signore, la Sua Santa Pasqua…ma il mistero dell’amore stesso di Dio che non contraddice ma sottolinea l’Unità ed unicità di Dio.
I testi di questa celebrazione parlano soprattutto di amore, proprio perché quella di oggi può ben essere definita la festa del Dio-Amore! In essa il mistero di Dio ci viene presentato infatti non tanto come un monolite solitario, ma un’unione di tre persone nell’amore.
Nella prima lettura, dell’Esodo Mosè, scendendo dal Sinai si rende conto di come il popolo, appena conclusa l’alleanza con Dio, sia a Lui infedele facendo fare ad Aronne un idolo nella forma di un vitello d’oro. Mosè, rendendosi conto di questo peccato spezza le tavole su cui erano scritte le condizioni dell’alleanza con Dio. Alla fine, questa difficile crisi verrà risolta quando Dio, rivelandosi pieno di misericordia mostrerà il suo volto a Mosè, e proclamandosi Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e fedeltà! Si tratta d’una rivelazione bellissima di Dio, che non distrugge i peccatori, ma mostra invece il suo amore in modo ancora più profondo!
Nel Vangelo di S. Giovanni troviamo oggi un completamento di questa rivelazione, mostrando come Dio doni misericordia: “Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). Essendo il mondo cattivo Dio potrebbe intervenire per distruggere il male, mentre invece sceglie d’inviare al mondo addirittura il Suo Figlio Unigenito! Anzi, non solamente lo invia, ma ne fa dono! Si rivela così a noi un Dio-Amore.
Sarà sulla croce poi che Dio Padre ci donerà il Figlio suo nella maniera più piena e completa, infatti sulla croce, nella consegna radicale di sé il Figlio manifesta e realizza il suo amore.
Proprio sulla croce il Figlio ci comunica, nello Spirito Santo, la partecipazione alla vita eterna che appartiene al Padre, al Figlio, ed allo Spirito Santo. Nel mistero della croce sono presenti le tre persone divine: il Padre che dona il suo Figlio unigenito, il Figlio che realizza il disegno del Padre, e lo Spirito Santo frutto della croce di Gesù, e che trasforma la nostra vita rendendoci misteriosamente, ma realmente, partecipi all’amore di Dio….
Nella seconda lettera ai Corinti S. Paolo ci parlerà del Dio dell’amore e della pace… (v.11) che sarà con noi. Proprio in quanto amore misericordioso Dio propone agli uomini peccatori la riconciliazione e, mediante essa, la pace! Le primissime parole del Risorto saranno proprio parole di perdono e di pace “Pace a voi!” (Gv 20,19.21.26) rivolte poi a persone che l’hanno tradito, abbandonato, condannato…
La grande rivelazione di questa festa è come l’amore di Gesù si riveli proprio nel dono della pace. Guai a sottovalutarlo o trascurarlo. Per donarcelo Gesù ha dato tutta la sua vita!
Paolo conclude oggi la lettera ai Corinzi con un triplice augurio, che siamo abituati ad ascoltare come formulario liturgico: “La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio, e la comunione dello Spirito Santo, siano con tutti voi!” è una frase paolina ripresa dalla liturgia come formula di preghiera. I tre termini vengono associati alle persone divine e tutti esprimono amore:
L’amore di Dio Padre; la liturgia precisa l’amore come espressione del Padre, che infatti è la sorgente dell’amore, e ce lo trasmette attraverso il Suo Figlio Unigenito.
La grazia del Signore Gesù Cristo in cui grazia qui significa amore generoso… Offrire una cosa come grazia significa farlo gratuitamente!
Infine la comunione dello Spirito Santo; con questa terza espressione si vuole indicare la comunione nell’amore! Lo Spirito Santo, infatti, ci riunisce tutti nell’amore divino.
Concludendo: la solennità della Santissima Trinità è la festa del Dio Amore che colma di gioia l’anima nostra, ma ci apre anche ad una nuova docilità all’amore divino!
Chiediamo al Signore la grazia di essere e rimanere sempre aperti ad accogliere il dono della carità divina riversata nei nostri cuori dallo Spirito Santo!
La festa della Trinità è festa della pienezza della vita, in cui il Figlio Unigenito ci strappa dai nostri indurimenti per associarci alla sua vita, nell’amore del Padre e nella luce e nella forza rinnovata dello Spirito. Rinnoviamo la nostra fiducia in Lui!
