3 maggio 2026
Atti 6,1-7; Ps 32; 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12
DA DOVE LA PAURA?
Non sia turbato il vostro cuore! (Gv 14,1). Esordisce così oggi San Giovanni, dando avvio al tema centrale di questa domenica con il capitolo 14 che è articolato in due parti: la prima, fino al v. 14 sulla fede in Gesù, la seconda invece, dal v.15 al 31 tutta centrata sull’amore. Oggi abbiamo letto praticamente in modo intero tutta questa prima parte.
Possiamo sostanzialmente ritenere questo capitolo come un incoraggiamento ai discepoli perché il loro cuore non si smarrisca nei turbamenti. Se è inevitabile, infatti, essere angosciati da tante situazioni difficili, tuttavia la conoscenza della verità vince ogni turbamento! Il messaggio è che Gesù, con il suo ritorno alla casa del Padre si rivela a noi come via, verità e vita.
I discepoli, a questo annuncio di Gesù, sono colti da profondo turbamento, e si sentono come orfani: cosa mai sarà di loro? È la grande domanda sempre presente nella Chiesa: che cosa dobbiamo fare nel nostro tempo, che è un tempo intermedio fra la sua partenza ed il suo ritorno? È anche la domanda che nei momenti di lutto viviamo tutti: e adesso cosa dobbiamo fare?
Nel Vangelo avvertiamo la preoccupazione dei discepoli per questa attesa lunga, troppo lunga. Non vi sono solo difficoltà interiori ma anche esterne, storiche, legate ad un ambiente ostile che si oppone duramente al Vangelo. La partenza di Gesù lascia un vuoto pericoloso. La via è unica, ma le deviazioni sono sempre molteplici, se guardiamo poi alla verità vediamo come essa esiga sempre fatica, mentre le falsità crescono spontaneamente, e mentre la vita cresce e va difesa con fatica, la morte arriva facilmente e spesso improvvisa.
Ma Gesù non abbandona i suoi discepoli, né noi, Egli non lascia soli! Con la sua presenza misteriosa ed interiorizzata colma e consola i nostri cuori, rischiara le menti, e dilata il nostro spirito. Cresce così in noi un’adesione a Lui colma di fiducia.
Quando invece siamo turbati (non sia turbato il vostro cuore esorta oggi Gesù) è perché fra il nostro cuore e la verità c’è una grande distanza, sicché non sentiamo come autenticamente nostro il luogo in cui viviamo. I nostri continui compromessi tendono infatti a farci restare invischiati in varie menzogne contro la verità di noi stessi. Quando si crea una distanza troppo ampia tra il nostro cuore e la verità, il nostro cuore è in pericolo, si sente minacciato , è inquieto e non sa di chi fidarsi.
Quando Gesù nel suo Vangelo oggi esclama “abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”, invita a stringersi a Lui che è “La via, la verità e la vita” rivelandoci come la vita cristiana in fondo non sia altro che questa semplice indicazione: stringersi a Cristo, unirsi a Lui! Se lo comprendiamo, comprendiamo anche come, se si ha fede, la paura venga vinta.
Questo richiede però in noi un rinnovato, sorgivo, ed autentico desiderio di trovare posto nella casa del Padre. Siamo sempre affascinati da come il Vangelo non prescriva mai regole dettagliate, codici complessi o complicate norme comportamentali. Neppure prevede metodi, ascesi o discipline rigide o codificate. Dice semplicemente: abbiate fede, voi conoscete la via!
Cosa significa per noi questa indicazione? Cosa potrebbe voler dire in questa fase della nostra esistenza? In che cosa dovremmo avere più fede? Come potremmo crescere in essa?
Potremmo completare queste domande con altri interrogativi: sono ancora turbato? E perché? Probabilmente non sono ancora veramente del tutto con Dio, né il mio cuore è ancora veramente in Lui…
Quando Filippo dice “Mostraci il Padre e ci basta” intuisce e chiede una grande cosa. “Chi ha visto me ha visto il Padre” risponde Gesù, perché chi sa vedere l’invisibile Padre, nel visibile Figlio, ha la luce dello Spirito e vede il Padre presente nelle fattezze del Figlio. Chi sa vedere l’invisibile nel visibile vede non solo più in profondità, ma anche più lontano, perché ha la vista libera da tante altre cose che sono solo distrazioni ed impedimenti.
Chiediamo oggi al Signore la grazia che i nostri turbamenti si rivelino per ciò che sono davvero, nelle loro radici… Cioè chiediamo a Lui la grazia di saperci mettere serenamente davanti a Dio con le nostre paure, i nostri dubbi e turbamenti aperti e squadernati davanti a Lui, perché tutto venga alla luce in modo che le cose prendano posto, senza paura, davanti al Suo amore, solo così potranno acquietarsi in noi.
“Signore tu ci insegni e testimoni continuamente di essere la Via: insegnami ad entrare nel tuo cuore, perché i tuoi sentimenti entrino in me insegnandomi la Via e rinnovando il mio cuore, ed il tuo sguardo luminoso illumini di nuova luce gli occhi della mia anima tanto spesso miopi ed incapaci di vedere…”

