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Comunità OFM Convento Eremo S. Felice - Cologna Veneta (VR)

Eremo San Felice

IV Domenica del Tempo Ordinario Anno A

2026-01-31 16:36

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Riflessioni,

IV Domenica del Tempo Ordinario Anno A

1 febbraio 2026 Sof 2,3; 3,12-13   Sal 145   1Cor 1,26-31   Mt 5,1-12 E TU, VUOI ESSERE BEATO? Il Vangelo di oggi proclama otto importanti forme di gi

1 febbraio 2026

 

Sof 2,3; 3,12-13   Sal 145   1Cor 1,26-31   Mt 5,1-12

 

E TU, VUOI ESSERE BEATO?

 

Il Vangelo di oggi proclama otto importanti forme di gioia: le beatitudini, che tutti conosciamo fin dalle nostre prime lezioni di catechismo...! Tutti cerchiamo la felicità,  ma se dovessimo spiegare in che consista non sapremmo bene come rispondere! Ognuno la cerca a modo suo: chi nelle relazioni, chi nel successo sociale, chi in quello economico…. In tanti partono entusiasti in tale ricerca, finchè non giungono le delusioni a smentire tanto entusiasmo facile!

 

Proviamo a metterci a scuola di Gesù. Egli volle porre all’inizio della formazione dei suoi discepoli un consiglio diverso, non  già “siate felici!”, ma piuttosto: “convertitevi”, cioè cambiate il vostro modo di pensare e sentire… (Mt 4,17). A prima vista è più affascinante un’invito ad essere felici, ma è davvero così? E’ più facile cambiar occhiali o essere felici? Gesù sta insegnando proprio questo! Che per raggiungere la gioia il primo passo da fare è non incaponirsi più nelle proprie idee ma essere disposti, con un briciolo d’umiltà, a mettersi in discussione….

 

Dopo questo primo consiglio, dunque, di avere una mente aperta, uno sguardo allargato ed un cuore libero (convertirsi), Gesù indica una gioia particolare, diversa da quella del mondo. Mentre la sapienza dei greci insegnava una gioia consistente nella realizzazione di sè, da conquistare con i propri sforzi (per cui, in fondo, tutto è nelle nostre mani, basta impegnarsi!) Gesù per descrivere la gioia usa l’espressione “beati!” che indica che non si tratta d’una felicità da conquistare, ma da imparare a scoprire con umiltà dentro le varie situazioni nelle quali ci troviamo, anche senza averle cercate.

 

Gesù fa otto esempi. Provo ad elencarli:

-la povertà di spirito

-la sofferenza

-la mitezza

-la fame e sete di giustizia

-la misericordia

-la purezza di cuore

-l’impegno per la pace

-la persecuzione

Si tratta sempre di situazioni difficili! Analizziamole una alla volta:

-i poveri in spirito non hanno difensori perché sono nella parte più bassa della scala sociale,

-coloro che piangono hanno subito gravi perdite,

-i miti  non hanno strumenti per affrontare la violenza che subiscono,

-chi ha fame e sete di giustizia desidera il rispetto di qualche proprio diritto calpestato,

-i misericordiosi s’impegnano in favore di chi ha necessità d’aiuto,

-i puri di cuore sono coloro che rifuggono dal cerchiobottismo di chi è prono ai compromessi morali (un colpo al cerchio del mondo, ed uno alla botte di Dio…)

-gli operatori di pace s’impegnano perché le promesse di Dio (la pace appunto) siano realmente possibili per ogni uomo sulla terra

-i perseguitati per la giustizia sono infine coloro in cui essere perseguitati diviene motivo di gioia, perché hanno fatto la scelta giusta, illuminata dalla “sapienza di Dio”,  vale la pena subire delle prove pur di rimanere fedeli al Signore ed ai suoi insegnamenti!

 

Ad ogni credente capita di trovarsi in una di queste situazioni, tutte a loro modo difficili, ma che possono però divenire  spazio nuovo per accogliere una nuova presenza di Dio e del suo amore nella nostra esistenza! Si nasconde qui il segreto della gioia, quella vera, quella che solo Dio può dare. Al contrario, se proviamo noi a riempire i nostri vuoti, non ci sarà mai spazio per Dio in noi! Chi è pieno di sé, si condanna all’infelicità, perché nella sua vita mancherà sempre lo spazio per Dio.

 

Chi, invece, dimenticandosi di sè stesso, cerca di andare incontro agli altri, trova Dio nel loro volto: sono i misericordiosi, che hanno il cuore rivolto verso il povero, oppure i puri di cuore che non hanno secondi fini nelle loro relazioni, o gli operatori di pace impegnati a risanare i conflitti, o i perseguitati per la giustizia, che accettano di soffrire in nome di qualcosa più importante del loro io.

 

Chi è andato a scuola da Gesù solo per curiosità, a questo punto scappa! E’ normale che le sue parole suscitino delle resistenze: anziché promettere tante cose, ci chiedono di cambiare il cuore! Per rimanere alla scuola di Gesù occorre  rinnovare il proprio modo di vedere, pensare, sentire. Piano piano dovrebbe farsi più chiaro in noi che la gioia è una realtà che non è solo umana. Quella vera può venire solo da Dio! Per entrarvi dobbiamo far spazio alla sua Parola, e stare vicini a Lui facendo nostre le scelte di vita di Gesù!

 

Al termine troviamo infine una nona beatitudine in cui Gesù non usa più la forma impersonale ma dice direttamente Beati voi! Con essa sembra quasi guardarci negli occhi e chiedere ad ognuno di noi: e tu che sei qui, oggi, ad ascoltarmi, dimmi, quale idea di gioia coltivi nel tuo cuore? Puoi accettare la mia sfida, e far spazio nella tua anima al Padre mio, al Dio della vita e della gioia? Dimmi, quali attese, paure, fatiche, o anche ripugnanze, suscitano in te le mie parole?

 

Il Signore Gesù c’illumini, consoli e guidi, con la sua Parola, e la sua amante, consolante e luminosa presenza, oggi e sempre!