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Comunità OFM Convento Eremo S. Felice - Cologna Veneta (VR)

Eremo San Felice

Battesimo del Signore Anno A

2026-01-10 19:51

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Riflessioni,

Battesimo del Signore Anno A

11 gennaio 2026 Is 42,1-4.6-7   Sal 28   At 10,34-38   Mt 3,13-17 Come mai Gesù, certamente santo, si accosta e riceve un battesimo che esprimeva un r

11 gennaio 2026

 

Is 42,1-4.6-7   Sal 28   At 10,34-38   Mt 3,13-17

 

CONVIENE!

 

Come mai Gesù, certamente santo, si accosta e riceve un battesimo che esprimeva un rito ed una volontà di purificazione e conversione? Gesù non aveva bisogno di questo …

 

In effetti il Battista vorrebbe impedirlo: “Sono io che ho necessità di essere battezzato da te, e tu vieni invece da me?” . Riconosce la superiorità di Gesù, ma fornisce anche l’occasione per la risposta di Gesù “Conviene che adempiamo ogni giustizia…!” noi oggi diremmo al posto di “giustizia” “la volontà di Dio”… cioè quelle esigenze divine che corrispondono alla realtà profonda del Regno di Dio… Comprendiamo così come non sia Gesù che si sottomette a Giovanni, ma entrambi, sia il Battista che Gesù, si sottomettono alla volontà del Padre celeste…

 

Dopo il Battesimo incontreremo nel vangelo il brano delle tentazioni, nelle quali il demonio propone a Gesù uno stile ed un piano apostolico fatto di gloria e potere! Gesù supererà la tentazione sottomettendosi alla volontà del Padre, che propone un cammino di obbedienza, prova, umiliazione, dono di sé, sofferenza, fino alla morte! Solo al termine del Vangelo, nell’apparizione del Risorto agli undici il problema del potere troverà soluzione quando Gesù dirà “Mi è stato dato dal Padre ogni potere in cielo ed in terra, andate dunque e fate discepole tutte le nazioni della terra” (Mt 28,20).

 

Allora battesimo e risurrezione inaugurano due fasi diverse, ma entrambe necessarie nella missione di Gesù: il battesimo quella della consegna di sé, dell’umiliazione, della morte, mentre la Resurrezione quella della vittoria e  gloria definitive! Non l’una senza l’altra, né la seconda senza la prima! Pertanto possiamo iniziare a rispondere alla domanda iniziale: Gesù si fa piccolo dinnanzi al Battista, e si mescola coi peccatori perché in questo modo inizia, dal basso, quel cammino che lo condurrà al compimento di ogni giustizia , cioè della volontà misteriosa, ma salvifica del Padre…

 

La sua vittoria nella gloria della Risurrezione passa infatti attraverso l’umiliazione ed il dono di sé nella sofferenza, nella passione e nella morte…. Non l’una senza l’altra, né la seconda senza la prima!

 

Nel battesimo di Gesù vi è pertanto un nodo preziosissimo: ad esso si collega il ministero pubblico di Gesù che avviene nell’obbedienza al Padre, nella condivisione radicale della vita dell’uomo peccatore, fino al dono della sua vita nella Passione e nella croce. D’altro canto questo stesso Gesù di Nazareth appare anche come il modello d’una umanità radicalmente rinnovata dalla potenza della Risurrezione…

 

Celebriamo dunque oggi un mistero preziosissimo della nostra fede: Gesù, il Santo ed il Giusto per eccellenza, si sottopone al battesimo, per mostrare tutta la sua estrema vicinanza a noi peccatori. In questa prossimità si realizza la giustizia di Dio, cioè la sua infinita misericordia…. Tutto questo dovrebbe aprirci all’invocazione della misericordia e ad un nuovo desiderio di  conversione e di bontà.

 

Insomma, dopo le feste natalizie che ci hanno annunciato Dio con noi Emmanuele, il battesimo di Gesù al Giordano ci parla oggi della sua continuità messianica, cioè di come Gesù rimanga definitivamente con noi, ed in noi, e vi rimanga in modo sacramentale e stabile. Nel battesimo di Gesù nasce la Chiesa, così come nel nostro battesimo inizia il nostro impegno cristiano! In Cristo Gesù che esce dalle acque ormai è liberato e redento il Nuovo Israele di Dio, la Chiesa.

 

Il nostro battesimo, ci rende figli di Dio e coeredi con Cristo della vita eterna, esso è davvero la nostra anagrafe. Con il battesimo siamo segnati nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo, siamo investiti della stessa missione di Gesù e chiamati a conformarci sempre più a lui. Vivere il battesimo significa vivere un’ininterrotta conversione a Dio, in un amore che diviene ogni giorno testimonianza.

 

Il battesimo è incorporazione in Cristo, nella vita della Chiesa. Spesso purtroppo la nostra vita battesimale si paralizza, e noi perdiamo la vivacità della nostra unione con Cristo… In altri casi vi è che si vergogna o esita di chiamarsi cristiano, o vive nella chiesa con poco desiderio, e poco amore. Quando, ad esempio, si afferma: Cristo sì, chiesa no, possiamo dire che del battesimo è rimasto moto poco: non è certo possibile un Cristo senza chiesa (così come d’altro canto nemmeno una chiesa senza Cristo!).

 

Carissimi allora, non permettiamo che il nostro battesimo divenga sterile, senza ispirazione, senza amore, senza frutti…! Custodiamo il nostro battesimo in noi, coltiviamolo nella preghiera, nei sacramenti, perché si mantenga in noi come linfa ispiratrice capace di vitalizzare nel nostro cuore, e nella nostra anima, quei pensieri e quei sentimenti di speranza, di carità, di amore e di pace che sanno trasformare la nostra vita in sale della terra….