Is 60,1-6 Sal 71 Ef 3,2-3.5-6 Mt 2,1-12
ADORIAMO IL MISTERO!
Solo qualche giorno fa celebravamo la natività di Gesù, la sua nascita in carne umana in una grotta di pastori a Betlemme, ed oggi, a dodici giorni di distanza, celebriamo l’Epifania, la sua manifestazione alle genti. La parola epifania è una parola greca che significa manifestazione….
A prima vista l’Epifania sembrerebbe quasi un doppione del Natale, in realtà invece sostiamo oggi su di un altro aspetto del mistero.
Per cercare di spiegare questa idea potremmo ricorrere ad un’immagine. Quando scoppia un temporale prima vediamo la saetta che squarcia il cielo, poi, dopo alcuni secondi, sentiamo tuono, e spesso solo allora, dopo averlo sentito diciamo “Toh, guarda, è arrivato un temporale!” Il fulmine che saetta nell’aria, ed il fragore del tuono appartengano, e sono espressione, d’un medesimo evento, ma le due realtà ci raggiungono distanziate fra di loro, ed in tempi diversi.
Naturalmente è solo un’analogia, tuttavia anche il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio pare avere due velocità diverse! Vi è innanzitutto la velocità di Dio che nel bambino di Betlemme manifesta pienamente il suo mistero. Però vi è anche un’altra velocità, che parla della nostra accoglienza, lenta e progressiva. L’epifania, la manifestazione, del mistero adorabile dell’incarnazione, non può che essere progressiva e graduale in quanto commisurata ai nostri tempi umani di comprensione e maturazione spirituale.
Inoltre mentre la nascita di Gesù Salvatore fu un evento unico, avvenuto una volta per sempre, la sua manifestazione (epifania) è invece evento graduale, sempre aperto davanti a noi, a costituire una dinamica sempre presente e sfidante nelle vicende umane.
In altri termini il Signore Gesù continua anche oggi a manifestarsi nella storia, e la sua continua epifania non smette di sollecitare la nostra ricerca. La solennità dell’Epifania ci dice pertanto come il Signore Gesù stia ancora cercando di raggiungerci e cambiare la nostra vita con il suo amore…
Nell’Epifania la luce del lampo è già esplosa, mentre dalla voce del tuono devono ancora esserne raggiunti coloro che ne erano lontani! I tempi, ed i percorsi per mettersi in cammino, udire il tuono, e raggiungere la luce, possono essere diversi e differenziati, ed altrettanto diverse sono le tappe di viaggio! Tuttavia per tutti vi è un solo approdo che attira tutti! Esso è dato dalla carne del Figlio di Dio fatto uomo!
Per raggiungerlo, anche per noi come per i Magi, vi sono tre luci: una stella, le Parole delle scritture ed i sogni. Anche per noi tre sono le vie con cui Dio ci parla ed interpella: le stelle, i sogni, la Parola di Dio.
La prima luce è quella delle stelle. Sono Dio che ci parla sia attraverso la natura, sia attraverso i segni dei tempi, cioè le vicende storiche del nostro mondo. L’apparizione di una stella somiglia ad una nevicata. Per tutti, grandi e piccini, una nevicata è sempre un momento magico che ci sorprende e tocca il cuore. La neve che cade è come l’amore: quando arriva trasforma tutto il paesaggio interiore ed esteriore. L’amore è imprevedibile come la neve che cade, ed è come una stella che spunta all’orizzonte. Occorre però dare modo a questa stella di potersi accendere e salire nel cielo dell’anima! Se invece teniamo chiusi gli occhi dell’anima, e le mani del cuore, non potremo mai permettere a nessuna stella d’innalzarsi nel cielo!
In altri termini quando vogliamo tenere tutto sotto controllo (il mondo, gli altri, la storia) esiliamo il miracolo dalla nostra vita. Il miracolo infatti non è ciò che è straordinario, ma quello che, per vederlo, abbiamo bisogno di occhi capaci di riconoscerlo, e di mani aperte per accoglierlo…
La seconda luce è quella delle Scritture. La lettura, lo studio, e la preghiera sulle Sante Scritture non è mai tempo perso, anche noi come i Magi abbiamo continuamente bisogno di tale luce!
La terza luce è quella dei sogni. Il sogno è l’ispirazione divina che risuona dentro di noi, nella nostra coscienza, ma che udiamo solo facendo silenzio, ed educandoci ad ascoltarla nel profondo d’un cuore che ama il silenzio, e si nutre di esso...
Pertanto perché la nostra vita fiorisca occorrono tre condizioni: che nel nostro cuore ci sia ancora una nevicata di amore, che la Parola delle Scritture illumini e guidi i nostri passi divenendo luce per le nostre scelte, infine che le nostre notti sappiano colmarsi di sogni di bene, di giustizia, di pace. I sogni sono le nostre speranze: non già l’ottimismo, come convinzione che una cosa finirà bene… (tipo “andrà tutto bene!”) ma la convinzione che il nostro percorso ha un senso indipendentemente, ed al di là, di come andrà a finire!
Una stella, una Parola, un sogno: carissimi, non sprechiamo il nuovo anno appena iniziato! E’ ancora Epifania per noi se sapremo rimanere dentro di esso con tutto il nostro cuore, i nostri sogni, ed il nostro ascolto della Sua Parola di salvezza!

.jpeg)