4 ottobre 2026
Is 5,1-7 ; Ps. 79 (80); Fil 4,6-9; Mt 21,33-43
SAN FRANCESCO VIVE!
Questa domenica dell’anno liturgico coincide oggi con la solennità del quattro ottobre dedicata a San Francesco d’Assisi. Nel 1977 il Parlamento aveva soppresso molte festività collegate a varie ricorrenze religiose; l’anno scorso invece il Parlamento ha riconosciuto la particolare importanza della figura di S. Francesco, riattivandone la festività. Oggi tuttavia ha il sopravvento la 27a domenica del Tempo ordinario.
Vorrei pertanto condividere con voi qualche pensiero sul vangelo di Matteo di questa domenica.
L’impressionante parabola dei vignaioli omicidi, conclude drammaticamente il capitolo 21. I vignaioli possono essere figura dei sommi sacerdoti e gli anziani, quella dei responsabili del popolo. Al momento dei frutti il padrone mandò i suoi servi dai vignaioli a ritirare il raccolto ma essi presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono (v.35). Quanta violenza! Vi è un crescendo di aggressività, che diviene drammatico quando il padrone manda il proprio figlio “Avranno rispetto di mio figlio!” (v.37). La narrazione è veramente drammatica perché uccisero anche lui. Hanno però fatto male i loro conti perché alla fine il padrone “farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli…” (v.41). Matteo si riferisce qui alla tragedia del 70 dopo Cristo, quando Gerusalemme fu assediata e totalmente distrutta dai Romani.
La conclusione degli interlocutori di Gesù è drammatica: anziché convertirsi cercavano di catturare Gesù. Come a dire che vogliono estromettere Dio dalla gestione della vigna. Uccidendo l’erede s’illudono che la vigna sarebbe divenuta interamente loro e non avrebbero avuto più da rendere conto a nessuno (v. 21,38). Siamo qui di fronte al peccato di idolatria che equivale ad escludere Dio dalla propria vita.
Si tratta di un peccato terribile che accomuna tutti coloro che pretendono di appropriarsi e farsi padroni della propria vita, che invece è stata loro solo affidata ! Assolutizzare se stessi al punto tale da pensare solo ad autorealizzarsi è un grave peccato idolatrico, è il peccato dei vignaioli omicidi, ma anche una grande tentazione che, prima o poi, attraversa la vita un po' di tutti noi.
Grazie a Dio, fortunatamente, quando cerchiamo di estromettere Dio dalla nostra vita, qualcosa c’impedisce di farlo. Nel brano di oggi è la folla “avevano paura della folla che considerava Gesù un profeta” (v.46b).
Come dicevo poco fa oggi, 4 ottobre 2026, celebriamo l’ottavo centenario della morte di S. Francesco. Questo ricordo rinnovi nel nostro cuore la viva consapevolezza che non siamo eterni, ma che siamo tutti, indistintamente, in cammino verso Dio, e quindi la nostra vita ha un senso solo se viene donata!
La lettera ai Galati che la liturgia della festa di S. Francesco presenterebbe come seconda lettura della messa “…non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo” (Gal. 6,14-18) illustra bene come la vita vada oltre la semplice sopravvivenza fisica! Per il Signore Gesù, che accettò la morte in croce per la nostra salvezza fu così, ma fu così anche per tanti discepoli santi del Signore che, nel corso della storia lungo i secoli, hanno continuato a sostenere il mondo salvandolo dal degrado morale di una logica egoistica, attraverso le loro scelte quotidiane fondate sull’amore di Dio e del prossimo, nella giustizia e nella verità.
Fu così anche per Francesco, astro luminoso per il quale davvero “non ci fu altro vanto che nella croce del Signore Gesù Cristo”! Spesso la scelta di collocarsi con Gesù dalla parte del Regno di Dio, cioè della verità, della giustizia, del bene, assume toni difficili o anche drammatici. A volte, quanto più le situazioni storiche esterne sono difficili la scelta per il bene e la verità può divenire davvero molto costosa. Più difficili sono le situazioni sociali esterne più le scelte luminose per il bene divengono problematiche ed impervie, molto difficili da mettere in pratica. A causa di questo motivo aumentano i dubbi, le paure, la necessità di fare attente valutazioni, ed ogni passo, anche piccolo, fatto verso la verità, e la luce, verso la fedeltà al Regno di Dio diventa davvero prezioso!
A questo riguardo potremmo portare molti esempi tratti dalle vite di molti santi. Potremmo ripassare alcuni gesti e scelte profetiche fatte da Francesco e dai suoi primi compagni, soprattutto negli anni carismatici della fioritura delle prime fraternità francescane nell’Italia e nell’Europa medievali. Che fioritura di santità! Naturalmente non solo Francesco ed i santi francescani, ma molti santi lungo la storia della Chiesa, e fino ai nostri giorni, hanno continuato, e continuano, a testimoniare la preziosità di ogni passo verso la luce, compiuto anche a costo della sofferenza e della croce, perché ormai l’unica cosa che conta è “essere nuova creatura in Cristo Gesù” (Gal 6,15) .
Fra i tanti santi che punteggiano come stelle luminose il cielo della storia della Chiesa e del mondo, S. Francesco sarebbe contento se citassi il caso attualissimo di un cristiana russa, Lida Moniava, fondatrice di una vasta ed originale opera in favore dei ragazzi disabili che si chiama “La casa del faro” divenuta famosa in Italia nel 2024 quando fu presentata in un convegno ecclesiale.
L’idea centrale della sua opera è che anche i piccoli invalidi devono poter gioire della vita! La sua originalità e grazia hanno reso famosa la sua opera. Suo “errore” è stato però denunciare e criticare la guerra in Ucraina, schierandosi apertamente per la pace.
Per questo motivo Lida è finita nel mirino della polizia e della magistratura russa, ed in questo settembre la sua casa è stata perquisita e lei è stata trattenuta ed interrogata a lungo dalla polizia. Attualmente è sottoposta ad inchiesta e a regime di libertà vigilata e privata della libertà di comunicare con l’estero. Lida potrebbe facilmente andarsene dalla Russia e recuperare la sua libertà. E’ invece grande segno di speranza per tutti che lei rimanga, perché in questo modo ci testimonia come nella Chiesa, e nel mondo, vi siano ancora tanti uomini e donne per le quali, come per S. Francesco, la vita è molto di più della semplice sopravvivenza fisica!
Con la loro carità, il loro coraggio, la loro fede e fedeltà al bene e a ciò che è vero e buono restituiscono anche a noi fiducia e speranza nel Regno che viene!
Noi non saremo certamente mai come Francesco, come i santi francescani (o non francescani) che l’hanno preceduto e seguito nei secoli, o ai nostri giorni come Lida, o tanti laici che in anni recenti della nostra storia hanno dato la loro vita per rimanere fedeli alla verità ed al bene (pensiamo ai vari Bachelet, Falcone, Borsellino, Ambrosoli ecc…) divenendo con ciò persone faro...e punti luminosi di riferimento per molti. Ciò nonostante, tuttavia, ogni giorno un po' tutti siamo chiamati ad operare qualche piccola – grande scelta fra il bene ed il male, fra la luce e le tenebre, fra la verità e l’inganno, fra la correttezza e la manipolazione. Spesso siamo assillati da dubbi, e da angosce, da paure e da incertezze, e dobbiamo fare tante valutazioni non facili.
L’esempio di San Francesco e di tanti santi e “persone faro” che come lui, in ogni epoca hanno saputo scegliere il bene anche a prezzo di una croce dolorosa e difficile da portare, ci aiuti ogni giorno a riscoprire quanto sia bello e prezioso ogni, pur piccolo, passo verso la luce…..! Sia questo per noi il modo migliore per rendere ancora vivo, attuale e presente in mezzo a noi il carisma di Francesco nel nostro tempo e nel nostro mondo.
La sua povertà, la semplicità e l’apertura di cuore ci illuminino e ci aiutino a prepararci a rendere conto ed a restituire tutta la nostra vita e tutto ciò che in essa abbiamo ricevuto, in affetti e beni spirituali, al Figlio del Padrone della vigna che verrà, anzi sta già venendo incontro ad ognuno di noi, con grande amore, e pace.

